Italian Internet Day (1986-2016: trent’anni fa il primo ‘ping’ che collegò l’Italia a Internet)

April 29, 2016 in news

Prendono il via oggi i festeggiamenti per i 30 anni di Internet in Italia, con l’Italian Internet Day, iniziativa annunciata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi lo scorso 29 marzo.

Era il 30 aprile 1986, giorno in cui un gruppo di pionieri collegò l’Italia, quarto tra i paesi in europei, a Internet. Il primo messaggio partì dal Centro nazionale universitario di calcolo elettronico (Cnuce) del Cnr di Pisa e arrivò alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. Venne così stabilita la prima connessione verso gli Stati Uniti ad Arpanet su quel network che, l’anno successivo, sarebbe diventato Internet.

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Furono tre i tre pionieri artefici del collegamento dell’Italia alla rete. Stefano Trumpy (Livorno) allora direttore del Cnuce, Luciano Lenzini (Pisa) responsabile dei calcolatori e delle reti e Antonio Blasco Bonito (Massa Carrara) il sistemista di rete, l’uomo del software. Il loro lavoro ebbe già inizio negli anni Settanta, in contemporanea con lo sviluppo di Arpanet (la rete della difesa militare americana), partendo dall’intuizione che le grandi macchine di calcolo avrebbero avuto un’influenza straordinaria nella trasmissione di informazioni e contenuti.

A trent’anni di distanza tutti e tre ricordano quel momento con una certezza comune: «Non avevamo capito l’importanza di quello che stavamo facendo, di quanto Internet avrebbe poi cambiato il mondo».

Post by GI

Seminario Formulas

April 28, 2016 in Uncategorized

Mercoledi 4 maggio ore 14.30, aula Musmeci, Ex-Mattatoio, Largo Giovanni Battista Marzi,
Proiezione in enigma: costrutto prospettico e impianto simbolico in Las Meninas di Diego Velazquez

Luigi Cocchiarella (Politecnico di Milano)

Diversi fattori contribuiscono all’enigmatico fascino di Las Meninas, capolavoro pittorico di
Diego Rodríguez de Silva y Velázquez, dipinto nel 1656 nel proprio atelier ubicato nell’ampia Galería de Mediodía dell’Alcázar de Madrid, il castello dei regnanti di Spagna Felipe IV e Mariana de Austria.

Le imponenti dimensioni del dipinto, attualmente pari a 276 centimetri in larghezza per 318 in altezza, la pigra atmosfera da primo pomeriggio enfatizzata dalla suggestiva e diffusa penombra interrotta a tratti da sapienti sferzate di luce, l’ermetico rebus iconico dei dipinti fedelmente riprodotti sulle alte pareti dello studio, l’indecifrabile posa delle figure in scena, l’intrigante immagine dei regnanti riflessa nello specchio in fondo alla sala,

Las Meninas di Diego Velázquez, 1656. Olio su tela, cm 276x318. Personaggi in scena (a sinistra). Impostazione ricostruzione grafica (a destra).

Las Meninas di Diego Velázquez, 1656. Olio su tela, cm 276×318. Personaggi in scena (a sinistra). Impostazione ricostruzione grafica (a destra).

nonché l’inconsueta presenza del pittore all’opera intento a scrutare oltre i limiti della tela il nostro spazio insieme agli altri personaggi, inclusa la splendida Infanta Margarita, al tempo bambina di soli cinque anni, sono solo alcuni fra i principali elementi d’intrigo evidenziati dalla vasta mole degli studi critici disponibili sull’opera, cui si aggiunge il magistrale costrutto prospettico che lega semanticamente ogni aspetto, iconografico e metaforico, in un sistema unitario superbamente coerente.

Oggetto del seminario sarà appunto l’analisi prospettica del dipinto, segnatamente orientata all’indagine ottico-proiettiva in quanto chiave di accesso privilegiata al complesso messaggio simbolico in esso contenuto, in linea col comprovato e profondo interesse del maestro della “età dell’oro” della pittura spagnola per la trattatistica ottica e prospettica antica e a lui contemporanea, nonché per la pittura e l’arte rinascimentale italiana.

Ricorrendo alle moderne procedure omologiche si cercherà di ricostruire, mediante grafici, modelli e maquette originali, l’assetto geometrico della scena rappresentata, la disposizione dei personaggi, il gioco di riverberi e rimandi che lega l’immagine riflessa sia al misterioso lavoro in atto sulla tela su cui il pittore appare all’opera sia al punto di stazione previsto per l’osservatore reale, il tutto riferito a uno spazio fisico non più esistente, ovvero il castello dell’Alcázar de Madrid e la Galería de Mediodía, distrutti da un incendio nella notte di Natale del 1734, ulteriore elemento che nel tempo ha senz’altro contribuito ad alimentare l’aura di insondabilità e mistero che avvolge questa splendida opera.

Riferimenti:

J. M. BARBEITO, Velázquez y la decoración escultórica del Alcázar, in L. Alba Carcelėn (editor), Velázquez: esculturas para el Alcázar , Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid, 2007, pp. 113–131.

J. BROWN, Velázquez, Painter and Courtier , Yale University Press, London, 1986.

L. COCCHIARELLA, When Image sets Reality. Perspectival Alchemy in Velázquez’s Las Meninas“. In: KoG – Scienfic and Professional Journal of Croatian Society for Geometry and Graphics, N. 19, 2015, pp. 1-19. ISSN 1331-1611 (Print); ISSN 1846-4068 (Online).

Beethoven tra musica e matematica

April 26, 2016 in Uncategorized

Ludwig van Beethoven, figura cruciale della musica colta occidentale, è considerato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Sordo per molti anni, si dedicò comunque alla composizione delle sue eccezionali melodie. (more…)

Seminario Formulas Mercoledi 20 Aprile

April 13, 2016 in Uncategorized

 

Mercoledi 20 Aprile 2016, ore 14.30, aula Musmeci, Ex-Mattatoio,
Largo Giovanni Battista Marzi, 10

Visioni simultanee
lmmagine come processo
,
Giovanna Spadafora (Roma Tre)

Abstract: Un’immagine può essere intesa come “processo” in entrambe le sue declinazioni di conoscenza e narrazione. Tra le infinite modalità in cui un “processo” può prendere forma d’immagine, ci soffermeremo sul ruolo che una singolare procedura di frammentazione del continuo può assumere nella rappresentazione della realtà.

Le riflessioni che seguono nascono, infatti, a margine di alcuni lavori di rilevamento 3D condotti in questi anni, che hanno rivelato sorprendenti analogie figurative con alcune opere dell’avanguardia cubista. Andando a fondo, non si tratta tanto di una analogia sul piano della immagine finale, quanto di una analogia nelle procedure di analisi e visione della realtà tridimensionale, che conduce a valutare la singolare corrispondenza tra le faccette triangolari, che Linda Henderson analizza nel descrivere alcuni dipinti cubisti, e i frammenti triangolari di più immagini fotografiche proiettate su un unico piano bidimensionale. In qualche misura, i software registrano, scompongono, e ricompongono nel modello finale la realtà tridimensionale, aggiungendo, e rendendola esperibile, anche la dimensione temporale.

Il tema viene sviluppato nei due ambiti di conoscenza e narrazione strettamente interconnessi, anche applicati all’ambito urbano, individuando – per affinità e differenze – alcuni degli infiniti modi del conoscere e del narrare come autonomo spunto visionario.

 

Seminario Formulas, Mercoledi 13 Aprile

April 5, 2016 in Uncategorized

Mercoledi 13 Aprile 2016, ore 14.30, aula Zorzi, Ex-Mattatoio,
Largo Giovanni Battista Marzi, 10

La matematica di Kuramoto per descrivere fenomeni di sincronizzazione,

Renato Spigler (Roma Tre)

Abstract:
“I cosiddetti ”modelli di Kuramoto” e altri simili modelli, rappresentano unako
modo paradigmatico per descrivere una serie di fenomeni di sincronizzazione. Questi sono ”stati” in cui sistemi incoerenti possono andare, come spesso accade nelle transizioni di fase, e riguardano un notevole varieta’ di casi, che vanno dalla Fisica alle Neuroscienze, dalla Biologia all’ Ingegneria ed anche alle Scienze Sociali. Essi spiegano, almeno qualitativamente, una grande varieta’ di processi complessi. In questo seminario, passiamo in rassegna tali modelli e la matematica sottostante, mostrando alcune delle loro peculiarita.”